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Ultimo aggiornamento
effettuato il:
06/12/2001

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I
RESTAURI

 

RESTAURI IN CORSO

 

ORATORIO DI S. ROCCO:

 

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Situazione del cantiere al 30.ottobre 2000

Questa è la situazione odierna della prima parte del  restauro. La seconda parte consisterà nella ristrutturazione dell'abside, attualmente allo studio.

 

ORATORIO DI VAL MARA:

 

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Interno con i dipinti di G.B.I Colomba

Situazione e origini dell'oratorio

Per la Valmara passava già in tempi molto antichi un percorso trasversale che collegava alcune terre poste sul lago di Lugano con le rive del lago di Como.

In epoca longobarda é segnalata una via che congiungeva Campione d'Intelvi (un tempo si chiamava così) con l'Isola Comacina. V'é da supporre che tale via salisse da Campione in direzione di Sant'Evasio, San Vitale, Arogno, per poi inoltrarsi nella stretta Valmara, sbucare dalle parti del Piano delle Noci e scendere in direzione di Pellio e Laino per raggiungere infine la Val Perlana, l'Abbazia di San Benedetto e quindi Ossuccio, Sala e l'Isola Comacina.

In epoca medioevale doveva esservi anche l'importante deviazione verso San Fedele (capoluogo della Val d'Intelvi), Castiglione e Argegno.

Questi percorsi facevano verosimilmente parte di una rete abbastanza vasta e complessa di "strade" che collegavano i piccoli centri della Pieve di Riva San Vitale e del lago Ceresio con gli analoghi centri del bacino intelvese fino alle rive del Lario, tra Como e Menaggio.

Essi erano disseminati di chiese, soprattutto romaniche, di cappelle e poi di oratori barocchi e tardo barocchi, la cui geografia generale é relativamente poco nota, ma che s'incontrano ancora oggi un po' ovunque lungo le mulattiere e i sentieri della regione.

L'oratorio della Beata Vergine di Valmara dev'essere dunque visto nella costellazione di edifici sacri, piccoli o grandi che popolavano queste contrade.

All'origine v'era probabilmente un'edicola con l'effige della Vergine. Ne rimane un frammento forse quattro o cinquecentesco incorporato nel muro dell'abside. Potrebbe esservi stato trasportato per stacco a massello di muro, oppure quella sede era l'originaria e attorno vi fu costruito il nuovo oratorio.

Nuovo nel senso che la sua costruzione nella forma che oggi conosciamo é documentata attorno al 1750.

Nel 1714 si ha notizia di spese avute per far condurre legnami donati dal Comune di Arogno per la costruzione dell'edificio. Nel 1754 il Parroco chiedeva il permesso di far lavorare nei giorni festivi per condurre a termine la fabbrica. Il cantiere può dunque essere durato una quarantina d'anni, ciò che non sorprende per quell'epoca.

I dipinti sono di G.B.I Colomba della seconda metà del XVIII secolo.

 

RESTAURI EFFETTUATI

 

STATUA DELLA MADONNA DEL ROSARIO:

 

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Prima del restauro

Dopo il restauro

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Dettagli

Questa statua in legno, é esposta in una nicchia nella cappella della Madonna della Chiesa parrocchiale di Santo Stefano di Arogno.

Restaurata nel 1999 - 2000 da Ezio Walter - Lugano - Besso.

 

DIPINTO DELLA MADONNA DEL ROSARIO CON I SANTI DOMENICO E CHIARA:

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Prima del restauro

Dopo il restauro

Questa tela é stata restaurata nel 1998 da Sergio Pescia - Stabio e Tiziano Riva - Balerna.

 

DIPINTO MURALE NELLA CAPPELLA DEI RE MAGI NELLA CHIESA DI S. STEFANO:

 

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Prima del restauro

Dopo il restauro


Questo dipinto murale é stato restaurato nel 1999 da Pierluigi Alberti  - Caslano e Rudy Sironi - Rivera.

MADONNA COL BAMBINO E I SANTI VITALE E DOMENICO:

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Prima del restauro

Dopo il restauro

 

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