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RESTAURI
IN CORSO ORATORIO
DI S. ROCCO:
Situazione
del cantiere al 30.ottobre 2000 Questa
è la situazione odierna della prima parte del restauro. La seconda parte
consisterà nella ristrutturazione dell'abside, attualmente allo studio.
ORATORIO
DI VAL MARA:
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Interno con i dipinti di G.B.I Colomba |
Situazione
e origini dell'oratorio Per
la Valmara passava già in tempi molto antichi un percorso trasversale che
collegava alcune terre poste sul lago di Lugano con le rive del lago di Como. In
epoca longobarda é segnalata una via che congiungeva Campione d'Intelvi (un
tempo si chiamava così) con l'Isola Comacina. V'é da supporre che tale via
salisse da Campione in direzione di Sant'Evasio, San Vitale, Arogno, per poi
inoltrarsi nella stretta Valmara, sbucare dalle parti del Piano delle Noci e
scendere in direzione di Pellio e Laino per raggiungere infine la Val Perlana,
l'Abbazia di San Benedetto e quindi Ossuccio, Sala e l'Isola Comacina. In
epoca medioevale doveva esservi anche l'importante deviazione verso San Fedele
(capoluogo della Val d'Intelvi), Castiglione e Argegno. Questi
percorsi facevano verosimilmente parte di una rete abbastanza vasta e complessa
di "strade" che collegavano i piccoli centri della Pieve di Riva San
Vitale e del lago Ceresio con gli analoghi centri del bacino intelvese fino alle
rive del Lario, tra Como e Menaggio. Essi
erano disseminati di chiese, soprattutto romaniche, di cappelle e poi di oratori
barocchi e tardo barocchi, la cui geografia generale é relativamente poco nota,
ma che s'incontrano ancora oggi un po' ovunque lungo le mulattiere e i sentieri
della regione. L'oratorio
della Beata Vergine di Valmara dev'essere dunque visto nella costellazione di
edifici sacri, piccoli o grandi che popolavano queste contrade. All'origine
v'era probabilmente un'edicola con l'effige della Vergine. Ne rimane un
frammento forse quattro o cinquecentesco incorporato nel muro dell'abside.
Potrebbe esservi stato trasportato per stacco a massello di muro, oppure quella
sede era l'originaria e attorno vi fu costruito il nuovo oratorio. Nuovo
nel senso che la sua costruzione nella forma che oggi conosciamo é documentata
attorno al 1750. Nel
1714 si ha notizia di spese avute per far condurre legnami donati dal Comune di
Arogno per la costruzione dell'edificio. Nel 1754 il Parroco chiedeva il
permesso di far lavorare nei giorni festivi per condurre a termine la fabbrica.
Il cantiere può dunque essere durato una quarantina d'anni, ciò che non
sorprende per quell'epoca. I
dipinti sono di G.B.I Colomba della seconda metà del XVIII secolo.
RESTAURI
EFFETTUATI STATUA
DELLA MADONNA DEL ROSARIO:
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Prima del
restauro |
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Dopo il
restauro |
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Dettagli |
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Questa
statua in legno, é esposta in una nicchia nella cappella della Madonna della
Chiesa parrocchiale di Santo Stefano di Arogno. Restaurata
nel 1999 - 2000 da Ezio Walter - Lugano - Besso.
DIPINTO
DELLA MADONNA DEL ROSARIO CON I SANTI DOMENICO E CHIARA:
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Prima del
restauro |
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Dopo il
restauro |
Questa tela é stata
restaurata nel 1998 da Sergio Pescia - Stabio e Tiziano Riva - Balerna.
DIPINTO
MURALE NELLA CAPPELLA DEI RE MAGI NELLA CHIESA DI S. STEFANO:
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Prima del
restauro |
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Dopo il
restauro |
Questo
dipinto murale é stato restaurato nel 1999 da Pierluigi Alberti - Caslano
e Rudy Sironi - Rivera.
MADONNA
COL BAMBINO E I SANTI VITALE E DOMENICO:
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Prima del
restauro |
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Dopo il
restauro |
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